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“Il mio collega Robot?!” A a Roma si parla di lavoro 4.0 con Legacoop Produzione e Servizi

Un incontro sul nesso tra il lavoro e la Quarta Rivoluzione industriale che trae spunto dalla raccolta di saggi: “Il lavoro 4.0. La quarta rivoluzione industriale e le trasformazioni delle attività lavorative” a cura di Alberto Cipriani, Alessio Gramolati, Giovanni Mari.

Si intitola “Il mio collega Robot?! – Il lavoro dell’uomo al tempo delle macchine” l’iniziativa, organizzata da Legacoop Produzione e Servizi con il contributo di Coopfond, che si terrà a Roma il prossimo 7 novembre, presso la sede di Legacoop nazionale  (Sala Basevi, via Guattani).

Una mattinata di dibattito che si propone di mettere a fuoco, attraverso gli stimoli, le sollecitazioni e i suggerimenti di illustri ospiti, la fase di “feroce” transizione che stiamo attraversando.

Una fase caratterizzata da una profonda ridefinizione, a livello mondiale, degli assetti geoeconomici e dunque geopolitici, in cui occorre mettere al centro del dibattere il modello di specializzazione che si vuol dare al nostro Paese e all’interno di quest’ultima il valore sociale del lavoro.

Quale vocazione, quale modello di business, per l’Italia nella competizione mondiale? Questo ruolo potrebbe fondarsi su tre pilastri, che rappresentano il condensato della storia del nostro Paese. L’essere una società solidale e collaborativa, dunque non soltanto competitiva e conflittuale, l’essere un’economia che mette al centro della propria azione il concetto di innovazione: una sorta di attualizzata età rinascimentale. Forma e sostanza cooperativa promuovono la combinazione alchemica tra l’intelligenza collettiva, l’imprenditorialità collaborativa e la visione strategico/innovativa propria dell’impresa intergenerazionale.

In questi anni, conseguentemente, – dichiara Angelo Migliarini, vicepresidente vicario di Legacoop Produzione e Servizi con delega all’Innovazione – abbiamo promosso una diffusa cultura dell’innovazione in tutto il sistema cooperativo e, pur consapevoli delle difficoltà, abbiamo iniziato a costruire un ambiente favorevole. Siamo di fronte ad un passaggio nel quale i rapporti uomo macchina, umanità e scienza, tecnologia e lavoro vanno esplorati a partire dall’impatto che avranno sulla cooperazione di lavoro, sui soci lavoratori. Senza una riflessione, un progetto, senza il governo del processo – continua Migliarini – rischiamo di compromettere la coesione sociale e con essa lo stesso modello cooperativo. E’ una responsabilità’ storica che viene affidata alle forze sociali e politiche. Occorre dare un nuovo valore al lavoro e all’innovazione non solo perimetrandone eticamente i confini ma indicando aspettative e bisogni, immaginando un nuovo “compromesso sociale”. In definitiva quel che sarà “Il lavoro dell’uomo al tempo delle macchine” avrà una nostra quota parte di responsabilità’”.

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