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Artigiani e innovatori insieme per la manifattura di domani: le “invenzioni” vincitrici di OpenMaker

Sono state presentate questa mattina a Firenze, nella sede di Impact Hub, le “invenzioni” nate dalla collaborazione tra artigiani e innovatori realizzate grazie a OpenMaker, progetto finanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di innovare e rilanciare il settore manifatturiero. In Italia, OpenMaker è stato coordinato dall’agenzia LAMA, cooperativa con base a Firenze, insieme a Top-ix, partner torinese.
La presentazione è avvenuta in occasione di “Open manufacturers”, l’evento nazionale conclusivo di OpenMaker, durante il quale sono stati mostrati i prototipi delle idee premiate in Italia e si è tenuta la tavola rotonda dal titolo “Dialoghi sulla manifattura”.

IL PROGETTO

Nato come acceleratore per la sperimentazione diffusa e open di innovazione 4.0 nel settore della manifattura, OpenMaker ha interessato quattro Paesi in Europa (Italia, Spagna, Slovacchia e Regno Unito) e ha permesso a imprese e artigiani di incontrare innovatori e makers, con cui sperimentare nuovi strumenti e modalità di lavoro. Una call internazionale ha premiato le 21 migliori idee nate proprio dalla partnership tra imprese tradizionali e appassionati di tecnologie, riconoscendo a ciascun team vincitore una cifra di 20mila euro per lo sviluppo del proprio prototipo innovativo: in totale, sono stati organizzati più di 100 eventi in tutta Europa, sono state raccolte 137 idee di prototipo (di cui 30 in Italia) presentate da più di 300 maker e imprese manifatturiere. E sono state appunto 21 le idee premiate (6 in Italia) con un finanziamento di 20.000 euro ciascuna, per un totale di 420.000 euro erogati per lo sviluppo delle idee vincitrici.

I PROTOTIPI

I team selezionati avevano nove mesi di tempo per portare a compimento lo sviluppo del proprio prototipo. E questa mattina sono state presentate le “invenzioni” frutto del loro lavoro: protesi provvisorie in cartone da poter inviare e autocostruire in zone critiche del mondo (come quelle colpite da guerre o emergenze umanitarie) oppure come soluzione temporanea per chi è in attesa di una protesi definitiva; un tessuto creato riutilizzando la lana rustica toscana, considerata uno scarto nei processi produttivi tradizionali e resa invece un prodotto nuovamente utilizzabile nella filiera tessile industriale, sostenendo la ripresa economica degli allevatori; un nuovo processo produttivo nella lavorazione artigianale del cristallo, grazie a cui i modelli di statue e oggetti prima creati in cera potranno essere scansionati e stampati in 3D, riducendo tempi e costi di trasporto. E ancora, un robot che invece di essere programmato viene addestrato direttamente dai bambini, proprio come farebbero con un animale domestico, e uno strumento che consentirà di riciclare e tritare direttamente in casa la plastica per la stampa 3D, per risparmiare e contribuire a proteggere l’ambiente. Oltre a questi cinque progetti, è stato presentato anche il vincitore del Coordinator’s Prize, un braccio robotico da impiegare nel settore della moda on-demand.

LA TAVOLA ROTONDA

Oltre alla presentazione dei progetti, moderata da Dario Marmo (Project Manager OpenMaker), questa mattina si è tenuta anche la tavola rotonda con esperti di innovazione, a cui hanno partecipato Annibale D’Elia, dirigente innovazione economica del Comune di Milano; Gualtiero Fantoni, professore associato del Dipartimento Ingegneria Unipi; Diego Teloni, direttore della Fondazione Brodolini; Marco Tognetti, direttore di LAMA e Manuela Bigi della Regione Toscana, che moderati da Francesca Mazzocchi, responsabile Reti e Relazioni di LAMA, hanno discusso del funzionamento dell’open innovation e di come le imprese manifatturiere possano trasformarsi in ottica open, oltre che di come un distretto tradizionale possa promuovere l’innovazione.

“Grazie all’innovazione aperta e alla collaborazione con i makers, anche le imprese più piccole possono cambiare il loro modo di produrre e di concepire il lavoro, dando vita alla manifattura del futuro – spiega Andrea Rapisardi, presidente di LAMA, acceleratore italiano del progetto europeo – Quello che abbiamo fatto con il progetto OpenMaker è stato prima di tutto fornire occasioni di incontro, ibridazione e scambio tra professionisti e settori produttivi che normalmente non hanno modo di collaborare. Attraverso gli eventi e le attività sul territorio, abbiamo fatto sì che storia, know-how e tradizione della manifattura italiana potessero conoscere meglio le sfide del presente e intercettare i professionisti capaci di proporre soluzioni competitive”.

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